Le infezioni ospedaliere sono un grande problema dei nostri giorni. Gli ospedali,sia in corsia che nelle sale operatorie, attuano dei programmi di disinfezione molto rigidi, vengono usati disinfettanti chimici sempre più potenti, ma tutto questo non è sufficiente.

Le infezioni ospedaliere sono sempre più frequenti (32.000 casi all’anno in Europa) e in alcuni casi queste sono mortali.

Cause delle infezioni ospedaliere

Le cause delle infezioni ospedaliere si possono ritrovare per la maggior parte nella disinfezione di tipo tradizionale:

  • i disinfettanti usati sulle superfici hanno un’azione limitata nel tempo: sono efficaci per 20-30 minuti poi ricomincia la crescita batterica
  • i disinfettanti utilizzati hanno efficacia diversa a seconda del materiale su cui sono utilizzati
  • i microrganismi che causano le infezioni ospedaliere sviluppano resistenza a molti agenti usati per la disinfezione
  • i disinfettanti utilizzati vanno ad inquinare l’ambiente (acqua, terreno ecc) e in questo modo altri batteri entrano in contatto con queste sostanze e sviluppano resistenza.

Per tutti questi motivi alcuni studiosi hanno cominciato a pensare ad una specie di “lotta integrata” come quella che si utilizza in agricoltura per avere raccolti biologici.

Questi ricercatori hanno pensato di utilizzare alcune specie batteriche per creare un ambiente sfavorevole alla crescita di altri batteri patogeni.

La ricerca è partita nel 2011 negli Ospedali di Ferrara (Sant’Anna, Lagosanto, San Giorgio e Cona) e Loken in Belgio e in collaborazione con l’Università di Ferrara e Bologna.

Sono stati fatti studi in vitro e in vivo, cioè nelle corsie di questi ospedali.

Come sono stati scelti i probiotici per combattere le infezioni ospedaliere?

I probiotici scelti per combattere le infezioni ospedaliere naturalmente non devono essere patogeni per l’uomo, cioè non devono causare malattie.

Inoltre devono essere batteri che n”vivono con poco” cioè devono essere in grado di proliferare con poco cibo. in questo modo saranno in grado sopravvivere anche in condizioni in cui altre specie batteriche invece muoiono di fame!

E’ stato scelto il Bacillus subtilis.

Questo bacillo produce spore che resistono nell’ambiente anche in condizioni inospitali e poi ritorna attivo non appena le condizioni per la sua vita migliorano. quindi può praticare la lotta integrata per molto tempo ed ha bisogno di pochissimo cibo per vivere.

Il Bacillus subtilis è uno dei più studiati, si conosce il suo genoma e si conoscono anche tutte le sostanze che produce. Non è patogeno per l’uomo e non produce nessuna sostanza tossica.

E’ utilizzato da anni nell’industria alimentare perchè produce enzimi digestivi. inoltre viene usato anche detersivo per il bucato (quando un detersivo riporta la dicitura “con enzimi”)

Inoltre il Bacillus subtilis non ha alcuna forma di resistenza antibiotica quindi non c’è il pericolo che “insegni” ad altri batteri a resistere agli antibiotici.

Sistema PCHS Probiotic Cleaning Hygen system

Il Sistema PCHS potrebbe quindi rivoluzionare il modo di igienizzare le strutture sanitarie.

Si utilizzano batteri innocui che competono con funghi e batteri patogeni per lo stesso ambiente e per lo stesso cibo.

Siccome i batteri utilizzati per la disinfezione necessitano di meno cibo e possono sopravvivere come spora anche per lunghi periodi vincono la lotta per il territorio e perciò mantengono sanificato l’ambiente ospedaliero meglio di tutti i disinfettanti oggi utilizzati.

Questa metodologia è stata presentata il 12 aprile 2018 al ministero della Salute e ha ricevuto l’apprezzamento dell’Istituto Superiore della Sanità.

 

 

 

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