La Cannabis terapeutica è uno degli argomenti sanitari più discussi di questo periodo.

Spesso si enfatizzano gli effetti di questa pianta su varie patologie, fino a farla diventare una panacea. Come farmacista ed appassionata di medicina naturale vorrei chiarire alcuni aspetti di questa pianta medicinale.

Un po’ di storia

La Cannabis è forse  la pianta psicoattiva più anticamente usata. E’ l’unica pianta al mondo che può essere usata sia come sostanza psicoattiva che come fibra tessile.

Presente in antiche farmacopee asiatiche, la sua coltivazione era molto diffusa in tutta Europa e  dopo la conquista, anche in America.

Alla fine del 1800 diventò pratica diffusa, soprattutto fra gli artisti parigini, fumare hashish.

Ma la guerra alla cannabis fumata per i suoi effetti sulla mente fu portata avanti fin dal 1378 da imperatori, papi Napoleone ecc

Furono però gli Stati Uniti nel 1937 con il  Marijuana Tax Act a proibirne l’uso soprattutto per gli effetti psicotropi. In questa legge fu proibita la coltivazione di cannabis quindi scomparve anche tutto l’uso tessile.

1961 l’ONU classifica la Cannabis come sostanza stupefacente. Nel 1970 viene poi definita come sostanza solo da abuso e non utilizzabile a scopo terapeutico. Quindi la Cannabis viene bandita.

Però nel 1975 FDA autorizza l’uso compassionevole della cannabis in pochi casi. Poi il Canada nel 2003 comincia ad utilizzare Cannabis per diverse patologie come ad esempio il glaucoma.

Nel 2001 vengono pubblicati studi che sanciscono l’efficacia della cannabis terapeutica per i dolori neuropatici, dolore tumorale, spasmi, altre sintomatologie tipiche della sclerosi multipla.

Canapa: varietà botaniche

La Canapa o Cannabis è una pianta che ha individui maschili e femminili. Le infiorescenze femminili sono quelle che costituiscono la Cannabis terapeutica e quella utilizzata a scopo “ricreativo”.

Esistono tre grandi varietà di Cannabis : sativa, indica e ruderalis, che si differenziano sia per le dimensioni delle piante, sia per le concentrazioni di principi attivi e, dunque, anche per gli effetti indotti dai loro rispettivi derivati.

La canapa è una pianta che cresce ovunque e ha la caratteristica di ripulire i terreni da sostanze tossiche. Quindi quando si vuole ottenere una Cannabis terapeutica è bene avere molta cura nella scelta del sito di coltivazione.

I principi attivi della Cannabis si trovano in tutte le speci di canapa.

In Italia oggi è possibile coltivare canapa per usi diversi da quelli terapeutici liberamente. basta acquistare i semi autorizzati dalla Unione Europea e far controllare la percentuale di THC presente che non deve mai superare lo 0.6%.

La Cannabis non coltivata a scopo terapeutico viene utilizzata per produrre: solventi chimici, tessuti, cellulosa, alimenti per uso umano e animale, integratori alimentari, biomassa, olio.

Cannabis terapeutica: i principi attivi

La Cannabis terapeutica contiene circa 400 sostanze attive ma noi ne conosciamo solo circa 60.

I più famosi tra i cannabinoidi sono:

  • ∆9-THC tetraidrocannabinolo noto per i suoi effetti psicoattivi. E’ considerato una sostanza stupefacente
  • CBD cannabidiolo, non ha effetti psicotropi ma aiuta il THC nel suo effetto terapeutico e ne diminuisce gli effetti psicotropi. Antagonizza alcuni effetti indesiderati del THC come ansia e psicosi. Stimola i recettori della serotonina. Diminuisce l’infiammazione, antiepilettico, neuroprotettivo. Non è considerato una sostanza stupefacente
  • CBC cannabicromene
  • CBG cannabigerolo
  • ∆9-THCV, CBDV, CBGV Non ha effetti psicotropi, migliora la resistenza all’insulina.
 Cannabis terapeutica cosa dice la legge
  • ∆9-THC tetraidrocannabinolo noto per i suoi effetti psicoattivi. E’ considerato una sostanza stupefacente
  • CBD cannabidiolo, non ha effetti psicotropi ma aiuta il THC nel suo effetto terapeutico e ne diminuisce gli effetti psicotropi. Antagonizza alcuni effetti indesiderati del THC come ansia e psicosi. Stimola i recettori della serotonina. Diminuisce l’infiammazione, antiepilettico, neuroprotettivo. Non è considerato una sostanza stupefacente. E’ venduto come integratore.
  • CBC cannabicromene
  • CBG cannabigerolo
  • ∆9-THCV, CBDV, CBGV Non ha effetti psicotropi, migliora la resistenza all’insulina.

Il nostro corpo produce sostanze simili a quelle della canapa

Il nostro corpo produce sostanze simili a quelle della canapa e si chiamano cannabinoidi endogeni

Queste sostanze che si chiamano anandamide e 2-AG partecipano a molti aspetti della fisiologia umana:

  • Regolano la percezione del dolore
  • Regolano il movimento
  • Regolano la produzione di ormoni che intervengono in tantissime funzioni come appetito calore, sonno ecc
  • Regolano il tremore
  • Regolano la visione
  • Regolano la memoria

Queste funzioni sono possibili grazie alla presenza di recettori in vari tessuti e organi. Infatti vediamo che gli effetti dei cannabinoidi endogeni sono molto simili a quelli dei derivati della Cannabis terapeutica. In effetti queste sostanze di origine vegetale attivano quelli che sono i recettori naturalmente presenti nel nostro corpo.

 Cannabis terapeutica cosa dice la legge

Cannabis terapeutica: cosa dice la legge

Cannabis terapeutica, prima di tutto vediamo cosa dice la legge.

DM 9/11/2015

4.1 Uso medico della cannabis

Gli impieghi di cannabis ad uso medico sono presenti in studi clinici controllati, studi osservazionali, nelle revisioni sistematiche e nelle metanalisi della letteratura internazionale indicizzata. I risultati di questi studi non sono conclusivi sull’efficacia dell’uso medico della cannabis nelle patologie sotto indicate,[…]

[…]l’uso medico della cannabis non può essere considerato una terapia propriamente detta, bensì un trattamento sintomatico di supporto ai trattamenti standard, quando questi ultimi non hanno prodotto gli effetti desiderati, o hanno provocato effetti secondari non tollerabili, o necessitano di incrementi posologici che potrebbero determinare la comparsa di effetti collaterali.”

Gli impieghi di cannabis ad uso medico riguardano:

  • l’analgesia in patologie che implicano spasticità associata a dolore (sclerosi multipla, lesioni del midollo spinale) resistente alle terapie convenzionali;
  • l’analgesia nel dolore cronico (con particolare riferimento al dolore neurogeno) in cui il trattamento con antinfiammatori non steroidei o con  farmaci cortisonici o oppioidi si sia rivelato inefficace;
  • l’effetto anticinetosico ed antiemetico nella nausea e vomito, causati da chemioterapia, radioterapia, terapie per HIV, che non può essere ottenuto con trattamenti tradizionali;
  • l’effetto stimolante dell’appetito nella cachessia, anoressia, perdita dell’appetito in pazienti oncologici o affetti da AIDS e nell’anoressia nervosa, che non può essere ottenuto con trattamenti standard;
  • l’effetto ipotensivo nel glaucoma resistente alle terapie convenzionali;
  • la riduzione dei movimenti involontari del corpo e facciali nella sindrome di Gilles de la Tourette che non può essere ottenuta con trattamenti standard.

La cannabis e i suoi derivati sono inclusi nella legge che regolamenta gli stupefacenti.

Quello che può essere considerato Cannabis terapeutica è compreso Tabella dei medicinali della legge 79 del 2014.

Sono iscritti quindi utilizzabili come farmaci:

  • medicinali di origine vegetale a base di cannabis (sostanze e preparazioni vegetali inclusi estratti e tinture)
  • ∆9-THC tetraidrocannabinolo
  • trans-∆9-THC tetraidrocannabinolo
  • nabilone

Quindi tutto ciò che contiene THC ha effetto psicoattivo e per questo motivo è sottoposto a leggi severe per l’utilizzo.

Il THC è una sostanza che per essere attivata deve essere riscaldata. Inoltre quando arriva nell’organismo umano subisce delle trasformazioni ad opera di alcuni enzimi presenti nel fegato. Il THC in questo passaggio può essere trasformato o in una forma più attiva sul cervello oppure in una forma inattiva. Questo dipende dal patrimonio enzimatico della persona che assume il THC. Quindi la Cannabis terapeutica può avere effetti diversi a seconda di chi la utilizza.

Il THC viene assorbito in modo maggiore se inalato ma la via di somministrazione più sicura è quella orale.

La cannabis terapeutica per uso orale ha un basso rischio di morte, è sicuramente molto più sicura dell’alcool o di altre sostanze.

Tutti i prodotti autorizzati in Italia a base di Cannabis terapeutica si trovano solo in farmacia, territoriale o ospedaliera. Il farmacista è obbligato a registrarne l’entrata e l’uscita in farmacia sull’apposito registro. Sono vendibili solo dietro prescrizioni mediche particolari che vedremo in seguito.

L’utilizzo del decotto è forse la forma meno “precisa” della somministrazione. Perchè ci possono essere molte variabilità nel modo di prepararlo.

Cannabis terapeutica: cosa si trova in Italia

Cannabis terapeutica in Italia è possibile trovare un solo farmaco pronto (Sativex®) oppure si possono allestire in farmacia preparazioni a base di infiorescenze di Cannabis. Le infiorescenze che si possono utilizzare a questo scopo sono solo di tre tipi: 2 di importazione dall’Olanda (es Bedrocan® e Bediol®) e una prodotta in Italia dallo Stabilimento Farmaceutico Militare di Firenze (Cannabis FM2)

  • Sativex® è uno spray orale. Il rapporto tra THC e CBD è circa 1:1. Questo, a livello sperimentale, sembra essere la combinazione migliore poichè il CBD annulla alcuni effetti negativi del THC.
  • Il Sativex può essere prescritto solo da medici specialisti neurologi per la spasticità muscolare da sclerosi multipla e che non abbiano risposto ad altre terapie. Se il medico ritiene di usarlo per altre indicazioni deve attivare la procedura per l’utilizzo dei farmaci off-label.
  • Bedrocan® e Bediol® e simili sono infiorescenze di Cannabis essiccate. Il rapporto THC:CBD varia ma è sempre maggiore la quantità di THC.               Il farmacista può, a seconda della richiesta del medico, preparare cartine per tisana, preparare dosi da inalare con apposito inalatore vaporizzatore (strumento che riscalda la cannabis ad una temperatura controllata di circa 210°C facendo così passare i principi attivi allo stato di vapore, senza combustione. In questo modo non si creano i prodotti dati dalla combustione, come quando viene fumata,  irritanti per il sistema respiratorio e potenzialmente cancerogeni). Oppure il farmacista può preparare un olio da assumere per bocca.
  • Cannabis FM2 è sempre una infiorescenza quindi si utilizza come sopra. La differenza è nel rapporto THC:CBD che è 1:1.
  • Per le preparazioni a base di infiorescenze (tisana, da inalare , oleolito) la ricetta può essere fatta da qualsiasi medico.Questa ricetta vale per 30 giorni e per ritirare una solo fornitura di farmaco. Il medico che la prescrive deve compilare anche una scheda di segnalazione al ministero.

L’utilizzo della tisana è forse il modo più impreciso di assumere la Cannabis terapeutica. A tal proposito nel link qui ci sono le indicazioni dell’ordine dei Farmacisti di Torino.

Comunque vista l’estrema variabilità personale dell’effetto della cannabis terrapeutica è bene che il medico che la prescrive segua il soggetto in modo molto attento.

Sulla mutuabilità dei farmaci a base di Cannabis terapeutica ogni regione e ogni Ausl decidono autonomamente.

Potenziali utilizzi non ancora autorizzati ma che meritano approfondimento

I potenziali utilizzi della Cannabis terapeutica che non sono ancora autorizzati sono oggetto di ricerca, ma i dati sono ancora insufficienti.

  • Asma
  • Lesioni midollari
  • Tumori
  • Malattie neurodegenerative (parkinson, Alzheimer, ecc)
  • Malattie autoimmuni e infiammazioni croniche (colite ulcerosa, malattia di Crohn ecc) sfruttandone l’effetto sul sistema immunitario.
  • Depressioni e sindromi psichiatriche
  • Prurito intrattabile
  • Fibromialgia

Effetti collaterali

Gli effetti collaterali della Cannabis terapeutica sono prevalentemente di tipo centrale. Quindi attacchi di panico, deficit di attenzione, perdita di memoria, convulsioni, alterata percezione corporea ecc. Questi effetti sono tutti dose dipendenti. Quindi l’attenzione del medico prescrittore è importante.

La Cannabis terapeutica ha molte interazioni con altri farmaci perchè il THC viene metabolizzato dagli stessi “laboratori presenti nel fegato” che degradano molti altri farmaci. E, come abbiamo visto prima, il THC a seconda del modo in cui viene degradato, può diventare più attivo o inattivo.

Si possono avere interazioni con antidepressivi, benzodiazepine, antinfiammatori, alcool, pillola anticoncezionale, anticoagulanti, farmaci per AIDS.

Controindicata in gravidanza e allattamento perchè passa la placenta e passa nel latte. Il THC sembra essere responsabile di deficit di attenzione e ADHD nei bambini.

Conclusioni

Le conclusioni che possiamo trarre da questa chiacchierata sono che la cannabis terapeutica  non va considerata una panacea.

Sicuramente la Cannabis terapeutica ha azione sul dolore perchè interrompe il circuito dello stimolo doloroso. Studi recenti dimostrano che nel dolore cronico e acuto cannabinoidi e oppioidi hanno un sinergismo ottimale perchè entrambi lavorano sul dolore ma antagonizzano i loro effetti collaterali.

La Cannabis è usata da migliaia di anni, ma gli studi sui suoi effetti sono ancora pochi. In realtà anche le sostanze attive conosciute sono ancora poche per spiegare interamente il suo meccanismo d’azione. E’ assolutamente necessario, per farne un reale uso terapeutico,  rivolgersi ad un medico che sia in grado di seguire e aggiustare la terapia.

E’ altrettanto necessario utilizzare prodotti standardizzati e di provenienza sicura.

Pin It on Pinterest

Share This

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Chiudi