Camminare è un movimento naturale per gli esseri umani. Fin dall’antichità l’uomo si è spostato a piedi per raggiungere mete vicine o lontane.

Chiacchierata con la Dottoressa Alice Sarto

Al giorno d’oggi abbiamo a disposizione moltissimi mezzi di locomozione più o meno veloci, ma il piacere di una passeggiata non può essere sostituito da nulla.

Camminare migliora il lavoro del cuore quindi facilita la circolazione sanguigna. La camminata aiuta a perdere peso, diminuisce i livelli di colesterolo e zuccheri nel sangue, migliora l’umore e rende più creativi; permette di integrare gli emisferi cerebrali fra emozione ed azione.

Ma vorrei parlare di questo con la dottoressa in Scienze Motorie Alice Sarto, massofisioterapista e istruttore di Bioginnastica® che ama condividere la sua voglia di camminare con i suoi allievi.

Dottoressa Sarto, perchè in primavera abbiamo tutti più voglia di camminare all’aria aperta?

In primavera abbiamo tutti più voglia di camminare all’aria aperta perchè la luce  e il calore dei mesi primaverili risvegliano in noi la voglia di uscire e di esprimere attraverso il movimento la nostra energia.

La primavera è una stagione di risveglio dove la rigidità dell’inverno si scioglie  per lasciare lo spazio a giornate più lunghe e miti durante le quali il corpo riprende vitalità.

Il metabolismo in questa stagione ha bisogno di più energia per permettere al  sistema posturale di esprimersi attraverso il movimento. Secondo la Medicina Tradizionale Cinese è il  fegato l’organo che maggiormente si risveglia in primavera. Il suo ruolo è molto importante sia per sostenere  i muscoli dal punto di vista nutrizionale fornendo le sostanze necessarie al loro metabolismo e a supportare l’elasticità di tutta la catena muscolare.

Camminare è anche affrontare il nuovo che arriva?

Camminare all’aperto è un modo di accogliere la rinascita che avviene in primavera, rimanendo in ascolto, il corpo ci comunica il suo livello di vitalità e forza, possiamo riconoscere le zone rigide, i muscoli e tendini tesi non ancora pronti ad affrontare una nuova esperienza, un cammino.

La rigidità muscolare  ci preclude la possibilità di rendere efficace e coerente ogni nostra azione: fare una passeggiata può diventare una sovraccarico e non più un piacere nel godere della compagnia degli altri in mezzo alla natura. Il disequilibrio ci porta a situazioni difficili come infiammazione e dolore per cui  preferiamo rimanere fermi, in attesa di quella scintilla che ci fa ripartire.

Mettersi in moto, realizzare i propri progetti, richiede grinta e coraggio nel trasformare un’immagine in azione efficace e coerente. E’ importante che progetti e decisioni si adattino alle circostanze mutevoli proprio come il nostro cammino si adatta al tipo di ambiente in cui ci troviamo, perciò nel corpo e nella vita la flessibilità è indispensabile.

Se sono arrabbiato mi fa bene camminare?

Se sono arrabbiato mi fa bene camminare se riesco a trasformare l’energia legata a questa emozione in forza.

L’emozione legata alla primavera è la rabbia, intesa sia verso se stessi che nel rapporto con gli altri. Questa  si trasforma a seconda del nostro stato di equilibrio psicofisico: diventa determinazione e forza se siamo centrati, ma può trasformarsi in aggressività e chiusura se non siamo in ascolto vero con noi stessi.

Camminare serve per sciogliere  le rigidità muscolari ed articolari, per ridare ritmo  movimento che porterà calore e vitalità in tutto il corpo.  Ma serve anche per riprendere il cammino che porta ,  passo dopo passo,  alla nostra meta esistenziale.

La Bioginnastica® propone le biocamminate, cosa sono?

Le biocamminnate sono una occasione per portare l’attenzione al proprio cammino, approciarsi al proprio movimento e vivere un’esperienza all’aria aperta in compagnia e nel territorio in cui si abita.

In questo modo si ha l’occasione per aprire una nuova prospettiva sul territorio in cui si vive. Normalmente siamo tutti presi dalle attività frenetiche del nostro quotidiano (lavoro, famiglia, impegni ecc) quindi non godiamo degli ambienti che ci circondano perchè li attraversiamo senza guardarli.

Perchè devo scegliere di fare una biocamminata e non una semplice camminata?

Perchè nella biocamminata si fa un movimento libero ma l’operatore di Bioginnastica® guida l’attenzione alle sensazioni del corpo e della psiche. Si pone l’attenzione al movimento del proprio corpo, all’ambiente circostante, alle sensazioni prima, dopo e durante il cammino.

Le biocamminate sono aperte a tutti e  vengono sviluppate  in base alle capacità dell’allievo o del paziente con l’utilizzo o meno delle bacchette per avere anche in questo caso esperienze diverse sul proprio movimento.

Se si sceglie di camminare con le bacchette viene data solo un’indicazione di massima del tipo di movimento che si può o che si deve fare. L’attenzione finale viene posta alla sensazione che si ha nel corpo utilizzando tutti i sensi.

Quindi non si focalizza tanto  l’attenzione  sulla correttezza della tecnica ma sul come ci si sente nel camminare.

Al termine della biocamminata si ha la sensazione di aver lavorato con tutto il corpo, non solo con la parte inferiore, alleggerendo sia la colonna vertebrale che le braccia e le spalle.

Le bacchette, quando si utilizzano, non hanno la stessa funzione che hanno nel trekking. Sono uno  strumento  come la palla nella Bioginnastica® che  apre, distende allenta e da una sensazione precisa sul corpo. Quindi migliorano la risposta globale dell’organismo ma non sono usate come sostegno.

Biocamminata e Bioginnastica®: quali sono i punti in comune?

La biocamminata e le sedute di Bioginnastica® si avvalgono degli stessi principi:  il corpo è al centro dell’attenzione con le sue sensazioni fisiche ed emozionali, integrandole all’azione ci avviciniamo sempre più al benessere psicofisico.

Lo sviluppo del lavoro del cammino parte dal lavoro di Bioginnastica® e riporta nella tridimensionalità  tutte le difficoltà che possono evidenziarsi.  Ad esempio in una riabilitazione vanno considerati movimenti più lenti e schemi più precisi. Nelle biocamminate si lascia completa libertà alla persona di godere del proprio movimento con o senza bacchette e godere dello spazio, del suo territorio del tempo insieme agli altri, in condivisione.

Tornare all’ascolto con Bioginnastica ci aiuta a capire in quale fase siamo:  rimango fermo o riprendo il mio CAMMINO  con la voglia di vivere le mie esperienze, i miei progetti di vita?

Camminare è salute

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