Respirare migliora il benessere

Respirare è un atto automatico ma indispensabile alla vita.

Però spesso non poniamo alcuna attenzione a questo atto che facciamo 12-18 volte al minuto. Respirare consente all’organismo di di vivere. Negli alveoli polmonari avviene lo scambio di gas tra sangue e aria. Il sangue rilascia anidride carbonica e si arricchisce di ossigeno e con il suo movimento continuo nel corpo apporta questo gas a tutte le cellule. Nel suo viaggio di ritorno raccoglie, sempre da queste unità, l’anidride carbonica che viene prodotta dal metabolismo cellulare.

Fisiologia della respirazione

La fisiologia della respirazione ci può spiegare il meccanismo di questo atto tanto importante. Nel cervello, più precisamente nel tronco encefalico, parte antica,  ci sono delle “centraline” che fanno partire il segnale per cominciare l’atto respiratorio poichè analizzano le concentrazioni dei gas disciolti nel sangue. Questo segnale arriva ai muscoli respiratori. I muscoli inspiratori portano in alto le coste e lo sterno così da liberare spazio per i polmoni che possono espandersi liberamente e richiamare aria all’interno. I muscoli espiratori abbassano sterno e coste ed i polmoni si comprimono e l’aria esce. Questi muscoli sono il diaframma, gli intercostali, lo sternocleidomastoideo ed anche gli addominali. All’interno del tronco encefalico ci sono dei sensori che misurano la quantità di ossigeno e anidride carbonica presenti nel sangue. Ed in base a questi dati decidono la frequenza della respirazione. Abbiamo sperimentato tutti il fiatone dopo aver fatto le scale di corsa! Il movimento fisico aumenta il consumo muscolare di ossigeno, i sensori del cervello aumentano la frequenza respiratoria.

La respirazione.

La respirazione.

Pubblicato da Fisio-Notizie su Giovedì 4 maggio 2017

 

Respirare: significato psicosomatico

Respirare è uno scambio tra ambiente interno ed ambiente esterno.

Le vie respiratorie sono le vie di comunicazione, dove entra la vita, che verrà poi distribuita dal sangue a ogni nostra cellula.

I problemi che si manifestano negli organi deputati alla respirazione, bronchi, polmoni, trachea, naso ecc, segnalano problematiche con l’ambiente circostante come bisogno di aria, spazio e autonomia.

Bioginnastica e respirazione

La bioginnastica è una tecnica di riequilibrio posturale bioenergetico che ci permette di conoscere e di sciogliere i blocchi che impediscono il corretto svolgersi delle funzioni fisiologiche, quindi anche della respirazione.

Respirare è un movimento fisiologico ed è primario. Per  questo si comprende l’importanza di una respirazione armonica.

Quando il respiro diventa corto diminuisce la capacità di muovere ossigeno all’interno dell’organismo.

Una respirazione armonica si realizza attraverso il movimento dei muscoli della respirazione e il ritmo miofasciale. Il sistema miofasciale è costituito dai muscoli (mio) e dal connettivo che riveste questi come una guaina (fasciale). Questo tessuto connettivo riveste l’intero organismo. Quindi respirare correttamente e in modo profondo diventa una specie di automassaggio e di mobilizzazione continua. Invece quando il respiro diventa corto, bloccato, rigido questo sistema si blocca.  Per cui il primo obiettivo nella bioginnastica ed  riarmonizzare il ritmo respiratorio. Questo ritmo si blocca per vari motivi sicuramente quando noi non ci permettiamo di vivere le emozioni. Il grande muscolo della respirazione è il diaframma  ed è anche il primo a bloccarsi. Per respirare però sono indispensabili altri muscoli, i pettorali, gli scaleni. Questi sono erroneamente considerati secondari.  Ma sono proprio loro che consentono  il movimento della gabbia toracica in particolare delle coste. Questi muscoli quando noi siamo appesantiti, affaticati sovraccarichi, si irrigidiscono e bloccano la gabbia toracica. Per cui se abbiamo il diaframma e muscoli respiratori bloccati l’espansione del torace si riduce. In questo modo si riduce lo spazio respiratorio, la ventilazione polmonare quindi la possibilità di eliminare  tossine e introdurre ossigeno. Il primo obiettivo della Bioginnastica in questo caso è andare a riconoscere i muscoli più rigidi più bloccati e di sciogliere le tensioni. Si parte dal diaframma, riattivando una respirazione addominale. Poi si lavora su tutti i muscoli che intervengono nella respirazione, in particolare trapezi, scaleni, pettorali, gran dentato e romboide, intercostali. Una volta sciolti blocchi muscolari il respiro diventa più armonico  e spesso ci fa riconoscere le emozioni o le posture sbagliate che lo avevano bloccato.

Questo ci fa comprendere che in realtà siamo un tutt’uno integrato in cui la fascia ovvero connettivo permette il movimento e il collegamento di tutto il nostro sistema mio osteo fasciale.  Ciò che avviene in un punto del nostro organismo si trasmette, grazie a questo sistema, in tutto il corpo. Respirare è indispensabile alla vita e fa parte della ricerca  di un equilibrio e un’armonia.  La respirazione influenza questo sistema fasciale in profondità attraverso il suo ritmo e il ritmo miofasciale, più profondamente, influenza le funzioni fisiologiche e viscerali.

Benefici

I benefici di questo tipo di lavoro di Bioginnastica sono che si può facilmente ritrovare il contatto con se stessi.  Ascoltare, percepire quali sono le tensioni psico-fisiche che non permettono di respirare. Riprendere la respirazione fisiologica, riprendere il giusto ritmo di vita. Avere un ritmo armonico fra respiro e movimento  assicura ossigenazione al sangue in circolazione quindi a tutti gli organi.  Questo esercizio risulta particolarmente utile se vogliamo aumentare la nostra capacità di attenzione LINK aumentando l’ossigenazione al cervello.

Guardiamo insieme il video realizzato da Stefania Tronconi, l’ideatrice del metodo Bioginnastica, che ci spiega come ritrovare una respirazione armonica.

 

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Author: Manuela Succi

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